OLYMPUS DIGITAL CAMERAÈ l’arte effimera per eccellenza: simboleggia la seduzione fugace del buon cibo che dura nel breve lasso di un pranzo o una cena. Non a caso Fabio Momolo è, allo stesso tempo, cuoco e sculture. Scultore di ghiaccio. «Un’arte tanto effimera quanto antica – spiega – che “vive” il tempo che “vive” ed è destinata a tornare acqua».  Ma prima di sciogliersi concede agli occhi un piacere immenso, come sa dare solo il bello.

Domenica 8 giugno, Fabio Momolo sarà a In Fiera con Gusto, e nutrirà gli occhi e i cuori dei visitatori con una performance rara e avvincente: trarre fuori da un blocco di ghiaccio trasparente di 120 kg…. Che cosa?

«… un cigno, un delfino, vedremo… – afferma –. L’ispirazione arriva all’ultimo momento, di fronte al blocco di ghiaccio. In un certo senso bisogna vedere cosa c’è già dentro il ghiaccio, dentro il blocco c’è già la scultura…».

Così parla il cuoco-artista, 60 anni, che nella vita lavorativa ha un ruolo mica da ridere: è l’executive  chef della compagnia alberghiera GB Hotels che ad Abano Terme gestisce cinque hotel super stellati. A Momolo è affidato il coordinamento dell’attività delle cinque cucine.

«Le sculture di ghiaccio vengono usate per decorare i banchetti. Fin dai tempi antichi, vengono realizzate e messe sui tavolini dei buffet – racconta -. A tavola, l’occhio deve godere quanto il palato. Io ho imparato quest’arte in gioventù, da un grande chef del Grand Hotel di Rimini, il maestro Ferdinando Alzetta…»

A scolpire il gelido blocco Momolo ci impiegherà un paio d’ore usando scalpelli, una motosega e un drimer con punte speciali, ovvero uno smerigliatore ad alta velocità.

Non è dato sapere invece in quanto tempo l’opera si scioglierà. «Dipenderà dal clima – spiega l’artista –, ma non ci mette pochissimo perché intorno si forma un microclima che la protegge dalla temperatura…»

In Italia a praticare quest’arte non sono in tanti. E Fabio Momolo è uno dei migliori. Ha rappresentato l’Italia alle Olimpiadi invernali di Torino e Vancouver per le gare di ghiaccio.

«A Torino mi sono piazzato dodicesimo su tema astratto – ricorda -. A Vancouver ho lavorato in coppia con il collega Amelio Mazzella Direnella  e ci siamo piazzati quarti assoluti ricevendo un premio per l’originalità del soggetto». Il tema era: come salvare il mondo.

 

Fabio Momolo è stato intervistato da:

Francesca Nicastro
Ufficio stampa Azienda speciale Santa Lucia  Fiere
press@francescanicastro.it
335.5755785

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