«Diventato chef grazie alle nonne Giorgia ed Elsa»

Pietro Famengo, 21 anni, chef, semifinalista de “La Prova del Cuoco”, il programma di Rai 1 con Antonella Clerici, è testimonial di “In Fiera con… Gusto” , che si terrà il 6,7 e 8 giugno a Santa Lucia di Piave, presso la moderna struttura fieristica.

È la prima edizione di una kermesse dedicata ai prodotti agroalimentari locali di qualità, all’enogastronomia di eccellenza e ai protagonisti del mondo della ristorazione, i giovani soprattutto:  una vetrina a tutto campo sul mondo del gusto che celebra la passione per la cucina e punta alla scoperta di nuovi talenti dell’arte culinaria.

Pietro Famego si è diplomato all’Alberghiero di Castelfranco. È capo chef in uno dei ristoranti più in di  Venezia, il Caffè Centrale. Ogni giorno da Noale, dove vive, raggiunge la cucina del “suo” ristorante «giusto dietro piazza San Marco, vicino alla Fenice».
«Ho colto l’occasione al volo, a 21 anni non è facile che ti si presenti un’opportunità così…».

Ma andiamo per ordine e cominciato dalle domande più pregnanti. Di che sei segno sei?
Vergine.

Sei fidanzato?
Sì, con Melissa.

Hobby?
La meccanica. Mio papà è titolare di un’officina a Mirano e ho sempre vissuto tra i motori. Mi piace fare il meccanico. E anche correre con i go kart.

Dall’officina alla cucina… Com’è andata?
Le nonne Giorgia ed Elsa e la zia Maria…. : è stato tutto merito loro. Ho passato molto tempo nelle loro case quand’ero piccolo. Mentre facevo i compiti sbirciavo cosa facevano in cucina… Cucinavano tutte e tre molto bene, erano bravissime cuoche. Mi sono appassionato osservandole. E poi mettendomi io stesso ai fornelli…

Sei giovanissimo e già famoso. Qual è il segreto del successo?
Lavorare sodo. Impegnarsi nel lavoro.

Chi riconosci come tuo maestro?
Marco Valletta, senz’altro.  È stato mio insegnante all’Alberghiero, purtroppo per un anno solo. Mi ha insegnato tante cose, non solo strettamente legate alla professione.  L’ho seguito in tanti eventi, mi ha fatto conoscere molte persone.

È stata formativa per me anche l’esperienza lavorativa che ho avuto la fortuna di fare con Valter Crema, titolare de “La cucina di Crema” sul Montello, dove ho imparato anche l’altra faccia del mestiere, ovvero la gestione della cucina, il rapporto con i fornitori, la selezione materia prima….

Cosa ti piace del tuo lavoro?
La libertà. La possibilità di poter creare ogni giorno qualcosa di nuovo. La libertà di sperimentare, senza avere percorsi da seguire od obblighi.

Non ti pesa l’orario che ti occupa le sere, tutti i fine settimana e le festività?
In realtà no, si tratta di abituarsi, sapere che il tuo giorno libero non è la domenica ma un altro. Per me non è mai stato un problema finire tardi la sera…

Cosa invece proprio non ti piace?
Pulire le seppie.

Piatto preferito da mangiare?
La carne grigliata cucinata insieme agli amici. Poi sono molto goloso, mi piacciono i dolci, non posso fare a meno del Tiramisù.

Quello classico coi savoiardi?
No, quello, anzi quelli, rivisitati da me: ogni volta sperimento, cambiando non gli ingredienti di base – caffè, uova, mascarpone – ma le consistenze. Lavoro sulla trasformazione degli elementi.

E oltre il Tiramisù?
Mi piace cucinare il pesce.

Come hai vissuto l’esperienza della Prova del Cuoco… Sei l’unico chef veneto che ha gareggiato quest’anno. Era la prima volta per te in televisione?
Sì era la prima volta. L’anno scorso avevo fatto il provino ma non mi avevano preso, ma ero stato notato, così quest’anno ce l’ho fatta.

È stata un’esperienza bellissima esperienza, ho conosciuto e stretto amicizia con molti colleghi da tutta Italia. Mi ha stimolato a pensare e creare in poco tempo piatti nuovi. Ho imparato a stare in televisione, a parlare davanti a una telecamera, sono maturato come persona.

Il tuo sogno nel cassetto?
Non ho un sogno, ho una realtà: tra tre anni aprirò con mio padre un ristorante a Noale: sarà una trattoria moderna, con ingredienti semplici e genuini del territorio, cucina veneta reinterpretata da me, vicina ai gusti dei giovani.
Sarà una cucina semplice ma non semplicistica, con un menù corto. Se arriverà il contadino con una cassa di castraure di Sant’Erasmo quella settimana in menù ci sarà quello… Se arriva invece il pescatore con un chilo scampi freschi, i miei ospiti mangeranno scampi…

E senz’altro ci saranno tanti Tiramisù…
Naturalmente.

 

Pietro Famengo è stato intervistato da:
Francesca Nicastro
Ufficio stampa Azienda speciale Santa Lucia  Fiere
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335.5755785